Tra il reale e l'irreale c' una porta quella porta siamo noi
  Prima di essere un eroe
 

ARGENTINA  14 giugno 1929

 

 

ROSARIO DE LA FE’ la presidenza dell’argentina è di HIPOLITO IRIGOYEN.

Nasce Ernesto Guevara.

Da Ernesto Guevara Lynch e Celia de la  Serna.

La sua genealogia è molto movimentata

Un nonno cercatore d’oro in California, 
di sangue Irlandese da parte di padre 
e di sangue Basco da parte di madre.

Una miscela esplosiva Bascoirlandese scorre nelle vene di questo bimbo di buona famiglia.

La famiglia non si ferma a Rosario, 
ma si stabiliscono a Caraguatay 
dove Ernesto Guevara Lynch

(ingeniere civile) ottiene una concessione x lo sfruttamento nell’alto Paranà 
ai confini col Paraguay,

dove crea un cantiere per la navigazione leggera, è una regione con bellissime foreste ancora vergini. Ernestito cresce in

immenso e lussureggiante giardino botanico all’ombra di un pino gigante che veglia la casa di legno che suo padre ha costruito, il 31 dicembre del 1929 nasce la secondogenita della famiglia Guevara “Celia”

un mattino di maggio del 1930 la madre porta “Tete” (la mamma chiamava così Ernesto )al fiume per un bagno ma uscito dall’acqua tete trema tutto e comincia a tossire la notte chiamano il medico e questo diagnostica 
una polmonite e l’asma.

L’asma di tete costringe la famiglia alla ricerca di climi più secchi tornano a Buenos Aires affittano un appartamento al 5° piano in via Bustamante 
ma tete non migliora.

Partono nuovamente alla ricerca di un clima più secco si fermano ad Arguello una località vicino a Còrdoba ma anche lì le cose non cambiano.
Nuova partenza…………..

Questa volta si fermano ad Alta Garcia nella Sierra Chicas .

Era il 26 settembre del 30 e l’Argentina aveva appena conosciuto il colpo di stato 
del generale Uriburo.

Prendono casa in affitto a Carlos Pellegrino, 
qui conoscono per la prima volta la miseria 
vera e la repressione degli indiani.

Nel 36 anno in cui Ernesto spegne le sue otto candeline gioca con i compagni a repubilicani contro franchisti

È anche il periodo dell’amore per la poesia di Pablo Neruda frequenta la scuola secondaria di Manuel Belgrano.

Nel 37 il padre fonda un comitato di sostegno alla republica Spagnola.

Mentre Ernestito trasforma la sua casa in “casa del pueblo”che verrà poi ribattezzata  
“vive come quieras” vivi come ti pare.

Ernestito porta ogni giorna tanti suoi compagni affamati a casa sua a sfamarsi 
e spesso anche a dormire

(per fortuna la casa è grande e l’affitto è basso)dice la madre contenta di accogliere 
tutta quella povera gente.

Nel 29 Ernestito sperimenta la prima piccola ingiustizia sulla sua pelle (è febbraio e le scuole sono chiuse per le vacanze estive )

Con suo fratello Roberto vanno a vendemmiare nell’hacienda del senor Fulan ma 4 giorni dopo sono costretti per una forte crisi di asma di Ernesto a rinunciare al lavoro chiedono al senor Furlan il compenso x i giorni che avevano lavorato ma lui gli da solo  la metà 
di quello che dovevano avere,

Ernesto era furioso e dice del senor Furlan 
“è s un guacho de mierda”

Ora i figli sono 4 Ernesto, Celia, Roberto e Ana Maria nata il 28 gennaio del 34.

Nel 34 la famiglia si trasferisce a Còrdoba

Lì il padre ha trovato lavoro in uno studio di architetti. Celia entra al liceo delle senoritas ed Ernesto al collegio statale “Dean Funes”(frequentato dai bambini del popolo).

E’ nella casa di via Chile 288 che il 18 maggio nasce il fratello minore Juan Martin.

Anche lì la loro casa diventa in breve 
tempo la casa del pueblo.

Ernesto passa intere giornate ad ascoltare il poeta Cordoba Ituburo conosciuto per le sue idee decisamente di sinistra

(è il marito di sua zia da parte di madre) tra una poesia e un'altra gli parla 
della situazione politica in Argentina.

Ernesto gioca a tennis gioca a golf e si appassiona agli scacchi in quel periodo fa amicizia con i fratelli Granado,

Tomas suo compagno di collegio.Gregorio e Alberto di 6 anni più grande.

I Granado praticano un gioco straniero che viene dall’Inghilterra “il rugby”.

Un giorno Ernesto chiede a Alberto 
di insegnargli a giocare.

Alberto guarda Ernesto, mingherlino con il viso scavato e gli fa ”tu vorresti giocare a rugby??
"ti spezzerai al primo placaggio”
lo sguardo di Ernesto “dice Alberto” fu uno sguardo di fuoco e lo convinse a farlo provare, appoggiò un bastone su 2 sedie e gli disse di tuffarsi sopra ricadendo con una capriola ………ha saltato l’asta 1 5 10 volte e Alberto ha dovuto calmarlo tanta era la sua foga. 
(Alberto è diventato un biologo)

Alberto è la memoria vivente delle più belle esperienze di vita giovanile di Ernesto.

Ernesto ha passato l’esame ora puo indossare i tacchetti come nome sceglie "Fuser” 
(furibondo de la Serna)

Alberto giocatore più mobile viene chianato “Mial” ( mi Alberto)

Ernesto viene spesso colpito da forti crisi di asma in fondo al campo un amico è sempre pronto 
con un flacone di “ventolin”

I genitori preoccupati per la sua salute lo obbligano a lasciare la squadra(san isidoro club)

Di Buenos Aries uno dei club più rinomati in Argentina (il padre di Ernesto è stato uno dei fondatori del club)

Ma Ernesto firma di nascosto un contratto con un'altra squadra (L’atalaye)e continua a giocare.

Il rugby è uno sport di abnegazione, umiltà e coraggio e si onora il motto tutti per uno uno per tutti, motto che si adatta perfettamente al suo carattere poi dirà del rugby 
”mi ha aiutato ad affrontare 
i combattimenti più duri 
nella Sierra
Maestra"

E’ il 1946 Ernesto ha 18 anni  
Jeuan Peròn sale al potere.

Dopo la maturità tenta di fare ingegneria 
e nel frattempo cerca qualche lavoretto 
suo padre gli procura a lui e a Tomàs

un lavoro come analista di minerali.

All’innizio del 47 Ernesto si iscrive a medicina (forse la sua asma o perché ha assisstito all’agonia della nonna morta per un tumore alla gola,o forse più semplicemente perché  
essere medico vuol dire aiutare gli altri).

Si trasferisce a Bienos Aires,partecipa alle olimpiadi universitarie, partecipa al torneo di scacchi e gareggia nel salto con l’asta,
e da tre esami.

Con alcuni compagni crea la rivista di rugby “TACKLE” Ernesto firma i suoi articoli  con lo pseudonimo CHANCHO(maialino).

Nel 48 la famiglia lo raggiunge e si stabiliscono
 in via araoz 2180.

Ernesto diventa assistente del dottor Salvador Pisani allergologo di fama mondiale.

Alberto che si è laureato da tempo sempre in medicina gli propone di raggiungerlo per le vacanze nel lebbrosario 
di san francesco del Chianar.

Con la foga dei suoi 20 anni Ernesto installa un motore "cucciolo" sul telaio della bicicletta 
e parte, il suo bagaglio è formato da un paio di cambi e un libro 
“la scoperta dell’india”di Nehru,

sta diventando un grande estimatore di Ghandi.

Il viaggio non è proprio dei più comodi e buca, mentre si appresta ad aggiustare la ruota un mendicante gli si avvicina e gli propone di tagliargli i capelli (faceva il parrucchiere) Ernesto accetta ma appena finito il lavoro Ernesto specchiandosi si accorge che il taglio è veramente una cosa pietosa e chiede al mendicante 
di finire l’opera……..

Mial ricorda ancora il suo arrivo al lebbrosario quando si tolse la bardatura che aveva in testa………Mial gridò “pelao!”

El pelao è ormai un altro dei suoi soppranomi anche Alberto aveva un altro soppranone lo chiamavano “el petiso” (il piccolo) 
a causa della sua statura.
Ernesto durante la vacanza studio si innamorò di una ragazza che aveva la lebbra e per Mial fu un impresa farlo ragionare arrivarono proprio a litigare finite le vacanze Ernesto torna a Buenos Aires non frequenta la gente del suo paese ma va in giro nelle periferie e frequenta gente che vive 
ai margini della socetà che lui chiama “trasumandi”.

Fa vari lavori il bibliotecario, il benzinaio, 
lo zapatero e l’infermiere su un bastimento della marina mercantile che lo conduce fino in Patagonia e nella terra del fuoco, a nord fino a Curacao a  Trinidad nel mar delle Antille.

L’argentina con Peron vive momenti di grande prosperita Buenos Aires è la più europea delle città sudamericane.

Ernesto continua a praticare sport di tutti i tipi per mettersi alla prova ma anche per curiosità, scherma, pugilato, pelota basca………(a Cuba i barbudos si stupirono di vedere Ernesto in piena Serra Maestra dare dimostrazione di stile farfalla).

Legge tantissimo soprattuto di notte quando l’asma non lo fa dormire.

Nel 51 passa brillantemente gli esami il severo professor Pisani lo considera il suo miglior allievo,

ma lui e Alberto covavano un sogno da tempo 
un progetto che riempiva le loro menti,
le loro fantasie.

Pensavano a un viaggio,un grande viaggio la Grecia , l’Italia la Francia (Ernesto parlava bene il francese) ma anche la Spagna e perché no anche l’Egitto……..volevano partire alla ricerca delle loro radici latino americane….

Quante sere avevano fantasticato su quel viaggio…………Ernesto era attratto soprattutto dal suo stesso continente scoprire le civiltà precolombiane, inerpicarsi sul Machu picchu capire come vivevano gli Incas……..

I due amici misero a punto il loro itinerario un percorso tortuoso a forma di testa di cane rivolta verso l’atlantico,che lì porterà fino in Cile, partiranno da Cordoba nel centro dell’Argentina si dirigeranno a Rosario poi sarà la volta di Buenos Aires, la Costa, Mar del plata  
Miramar Necochea e Bahia blanca 
da dove piegheranno verso l’interno 
la cordigliera delle Ande.

La loro cavalcatura ha un fiero aspetto 
LA PODEROSA” una vecchia Norton 500 
comperata d’occasione da A
lberto quando la vecchia poderosa li lasciò per sempre……….

Il 29 dicembre del 1951 la caricarono : 
tenda, sacco a pelo pile di carte stradali 
e perfino un barbecue……

La moto aveva l’aspetto di un mostruoso 
animale preistorico.

I due indossavano tute di cuoio e occhialini da piloti di aereo alla guida della poderosa c’era Alberto e il loro viaggio cominciò…………..

Il viaggio fù duro la poderosa viaggiava più sul cassone di  camion che per strada ma quel viaggio ha fatto scoprire ad Ernesto TETE Fuser  ………che dentro di lui era assopito un grande uomo dentro di lui si stava svegliando “EL CHE”.

 

 

 
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